Il mio sogno inizia il 17/04 di
quest'anno, quando per il mio 40°compleanno, un coppia di amici mi hanno fatto
un regalo inaspettato. Proprio quella sera Myriam nel suo biglietto di auguri
aveva scritto proprio così: Cara Nicoletta finalmente siamo riusciti a mandarti
a "quel paese". ..Non riuscivo a crederci, avevo ricevuto un
soggiorno per Assisi. Era stato il più bel regalo che potessi
ricevere....Arrivati a Santa Maria degli Angeli dove soggiornano, eravamo
rimasti stupefatti dalla meravigliosa Basilica....con il cuore pieno di gioia,
si proprio così il nostro cuore si riempiva di una gioia e una pace diversa. Ero felicissima, finalmente mi
trovavo li, nei luoghi di San Francesco. Visitata la basilica con all'interno la Porziuncola,
luogo della divina misericordia, abbiamo potuto ammirare il Roseto di San
Francesco. La sera salimmo ad Assisi, ma essendo tardi trovammo tutto chiuso,
ma la città con quei vicoli e quelle chiese maestose ci aveva incantato lo
stesso. I giorni a seguire risalimmo più
volte, per ammirare le meraviglie di quel posto. Anche li il nostro
cuore si riempiva di qualcosa di meraviglioso,
si respirava un'aria di pace. Potevamo visitare i luoghi vicini ad
Assisi, ma io e mio marito decidemmo di restare li, proprio in quei luoghi Santi.
Tornammo più volte a visitare la basilica di San Francesco e Santa Chiara e
tutte le volte la visita ci regalava qualcosa di diverso. Ma la cosa che più ci
aveva colpito, era l'Eremo delle Carceri immerso nel fitto bosco del Monte Subasio.
Li ci siamo sentiti proprio in paradiso. Un paradiso terrestre dove veramente
abbiamo potuto notare le meraviglie di
Nostro Signore e San Francesco con la sua fede aveva reso quei posti unici al
mondo.
giovedì 1 settembre 2016
Racconto n. 13 di Katya di San Donà di Piave (VE) (RaccontaAssisi)
Assisi, solo la rievocazione di questo
luogo benedetto da Dio, porta il nostro cuore a scoppiare di gioia. Assisi è
per noi , KATYA e MARCO, sposi in Cristo, una piccola "stanza". Una
piccola cella , parte di questo mondo caotico , dove Dio spegne l'interruttore
del rumore ed accende quello del silenzio e della pace dell'anima. Un luogo
dove si respira il passo cadenzato dei Santi, Francesco e Chiara in primis, che
qui hanno lasciato delle tracce "pesanti" , che non si possono non
seguire. Ti viene voglia di "camminare" con loro. Ti assorbono
totalmente con le loro umili e semplici parole . Trasformano i cuori feriti con
ciò che di così prezioso ci hanno lasciato. Tracce che sono "briciole
invisibili", o meglio, visibili con gli occhi del cuore, pronte a nutrire
le nostre anime in continua ricerca. Anime bisognose di quel Pane del Cielo che
in quel luogo ci nutre ad ogni angolo. Santa Maria degli Angeli, la
Porziuncola, San Francesco , Santa Chiara ,l'Eremo, San Damiano..... Ricordi di
un cammino che ti fa guardare in Alto, dove la bocca tace e parla il cuore,
dove finalmente inizia a spegnersi "l'io"per fare posto a DIO. Grazie
Assisi , un luogo dove puoi toccare il Cielo con un dito. Un luogo dove noi
andiamo spesso a ricaricare le pile , così facilmente scaricabili in questa
quotidianità troppo frenetica. Non vediamo l'ora di ritornare da te , piccolo
angolo di Cielo. A presto Assisi cara!!!
Racconto n. 12 di Lucia da Cetraro (CS) (RaccontAssisi)
Cosa ti piacerebbe ricevere per regalo
al tuo nono compleanno?
La domanda ad Emmanuel il nostro quarto
figlio...nato nella nostra famiglia quando aveva già quasi cinque mesi.Prima in
affido poi dopo tre anni adottato definitivamente.
È il figlio amato,coccolato dai
fratelli maggiori.Il suo nome completo è Emmanuel Francesco Pio e il suo sogno
è di visitare Assisi. E con gioia lo accontentiamo anche perchè il fratello
maggiore si offre di fare d'autista(mio marito esperto guidatore di auto ha
avuto problemi di salute e non puó affrontare tutto l'impegno del viaggio).Lui
e la ragazza(futura moglie) si danno da fare per trovare una struttura che ci
possa accogliere ma il viaggio è previsto per i giorni che precedono il
compleanno di Emmanuel e vogliamo trovarci li per il 20 di ottobre e riescono a
trovare un alloggio in un villaggio che offre alloggio in container attrezzati.
Va benissimo per noi abituati a dormire anche in tenda nei nostri trascorsi
nell'Agesci. E finalmente il 18 ottobre 2008 arriviamo ad Assisi! Emmanuel non
sta nella pelle dalla gioia! Vorrebbe andare subito alla tomba ma è sera e
abbiamo bisogno di riposare dopo il lungo viaggio dalla Calabria. Durante la
notte parla nel sonno e la mattina ci racconta di avere sognando San Francesco
che gli diceva che aveva un impegno da affidargli. La sua emozione,il suo
entusiasmo diventano nostri e ogni luogo,ogni pietra ogni angolo viene guardato
con gli occhi di Emmanuel. Anche mangiare il panino o comprare una spada di
legno che lui sguaina di qua e di là,ci immergono in una atmosfera magica. E
poi c'è Chiara,si proprio lei che Emmanuel conosce meglio anche grazie ad un
recital al quale assistiamo:Chiara di Dio! E infine,come un vero pellegrinaggio
che si rispetti arriviamo alla tomba di Francesco. Veniamo avvolti
nell'atmosfera di una Presenza reale.Il silenzio diventa preghiera...anche il
respiro diventa lieve e tutto si dimentica. Francesco è li Emmanuel....si mamma
lo sento. Uscendo troviamo un frate francescano che si rivolge ad Emmanuel e
con lui inizia una conversazione alla quale noi partecipiamo ma quasi non
capiamo:si capiscono solo loro due! Alla fine
solo quando la mano del padre si poggia sul capo di nostro figlio e lo
benedice,ci rendiamo conto che il nostro viaggio è concluso. Ripartiamo
fermandoci poi in un piccolo ristorante dove Emmanuel spegne le sue nove
candeline e dice che è stato il più bel compleanno della sua vita. Ora ha quasi
17 anni vive la sua adolescenza come tutti i ragazzi della sua età:voglia di
cambiare il mondo un giorno e il desiderio di distruggerlo il giorno successivo
ma noi non temiamo per lui:ha un'amico accanto e lui spera di ritornarci ad
Assisi,questa volta senza mamma e papà certo ma,a noi va bene cosi.
Racconto n. 11 di Viviana da La Spezia (RaccontAssisi)
Sono
stata ad Assisi quando ero piccola, avevo circa 8 anni ed avevo paura dei frati della domus laetitiae dove alloggiavamo...poi
ci sono tornata fino all'adolescenza lasciando sempre un pezzetto di cuore
quando andavo via...io che sono inquieta, ansiosa e pessimista lì riuscivo a
trovare una strana pace, ascoltavo le voci delle clarisse durante la veglia Pasquale
e pensavo a quanta calma e serenità trasparisse fa quei toni angelici ai quali
era impossibile persino attribuire un'età! Facevo scorta dentro di me di tutto
quell'amore, quella calma, quella fede che trasudava da ogni volto, da ogni
Chiesa, convento, da ogni strada che, anche se zeppa di turisti, non era mai
caotica ma solo viva! Mai rumore ma allegria, canti di scout, chitarre di
gruppi parrocchiali, risate di bimbi!
Ci sono tornata per il mio primo anniversario di matrimonio. 18 dicembre, freddo ma tanto calore nel cuore delle suore che ci ospitavano a Santa Maria degli Angeli...ci aspettavano se tardavamo e trascorrevano ore a parlare con loro in cucina come si fa in famiglia!
Poi ci sono tornata quando ero incinta del mio primo figlio...mai vista tanta neve...fiocchi grossi come ceci...la pace era enorme...trascorrevano tanto tempo a pregare sulla tomba di Santa Chiara ...alla quale confidavo le mie paure e i miei problemi.
E da allora tante e tante volte sempre accolta da Suor Edwige che gestisce la domus laetitiae da tanti anni e che mi abbracciava come se fossi una figlia che torna a casa....! Sostare nella casa di Santa Chiara a San Damiano....visitare l'eremo delle carceri dopo aver percorso la strada da Assisi a piedi...sono esperienze spirituali che non si possono spiegare... c'è qualcosa che rende questo luogo impermeabile alla contaminazione della modernità e del consumismo...! È un posto dove guardarsi dentro è inevitabile ...ma soprattutto diventa indispensabile!
Ci sono tornata per il mio primo anniversario di matrimonio. 18 dicembre, freddo ma tanto calore nel cuore delle suore che ci ospitavano a Santa Maria degli Angeli...ci aspettavano se tardavamo e trascorrevano ore a parlare con loro in cucina come si fa in famiglia!
Poi ci sono tornata quando ero incinta del mio primo figlio...mai vista tanta neve...fiocchi grossi come ceci...la pace era enorme...trascorrevano tanto tempo a pregare sulla tomba di Santa Chiara ...alla quale confidavo le mie paure e i miei problemi.
E da allora tante e tante volte sempre accolta da Suor Edwige che gestisce la domus laetitiae da tanti anni e che mi abbracciava come se fossi una figlia che torna a casa....! Sostare nella casa di Santa Chiara a San Damiano....visitare l'eremo delle carceri dopo aver percorso la strada da Assisi a piedi...sono esperienze spirituali che non si possono spiegare... c'è qualcosa che rende questo luogo impermeabile alla contaminazione della modernità e del consumismo...! È un posto dove guardarsi dentro è inevitabile ...ma soprattutto diventa indispensabile!
Racconto n. 10 di Nathalie da Bergamo (RaccontAssisi)
Ogni volta che penso ad Assisi un senso
di pace e tranquillità anima il mio cuore, proprio come mi accadde nei giorni
in cui sostai nella città della Pace. L’immagine impressa nella mia mente di
questa bellissima città è data dalle case e i palazzi che, illuminati dal sole,
avevano il colore dei biscotti appena sfornati e dalle sue vie che invitavano a
scoprire ogni suo piccolo angolo. Per me visitare Assisi non fu un semplice
viaggio, ma un vero e proprio cammino caratterizzato da incontri speciali. Il
primo di essi fu quello con la meravigliosa Porziuncola. Non potrò mai
dimenticare come alla vista di quella piccola chiesetta in mattoni e affrescata
il mio cuore sobbalzò e i miei occhi non riuscirono più a notare la bellezza è
maestosità di tutto ciò che vi era attorno. Entrare al suo interno fu ancora più
emozionante, sentivo una forte pace nel cuore e la vicinanza di Qualcuno che
non era visibile ai miei occhi. Un altro incontro molto significativo
avvenne nella basilica di Santa Chiara all’interno della quale è custodito il
Crocefisso che parlò a Francesco. Sembrava impossibile che secoli fa qualcosa
del genere fosse accaduto, ma quando i miei occhi incrociarono quelli del
Crocefisso rinunciai a capire e, lasciando spazio solo alla fede, mi abbandonai
a quello sguardo d’amore. Gli incontri, ma soprattutto le emozioni non erano
ancora finite, Francesco mi attendeva nella meravigliosa basilica a lui
dedicata, ma prima mi soffermai a contemplare due volti che trovai sul
mio cammino. Erano quelli di Madonna Pica e Pietro di Bernardone, i genitori di
Francesco. La loro espressione era sorpresa, come se non avessero ancora del
tutto compreso la grande missione a cui il loro unico figlio era stato
chiamato. Semplicemente sembravano invitare ad entrare in quella che era stata
la loro casa, luogo dove Francesco era cresciuto e stato rinchiuso per aver seguito
la via del Signore. Oggi quella casa è divenuta una chiesa chiamata Chiesa Nuova.Quando
giunsi da Francesco rimasi stupita dal silenzio e tranquillità di quel luogo, nonostante
la presenza di numerosi pellegrini. Pareva che l’umiltà e la fraternità che Francesco
aveva tanto proclamato avesse invaso i cuori di tutti noi. Sostai in preghiera
davanti alla sua tomba e in quel momento mi tornarono in mente tutti i suoi insegnamenti,
ovvero che le cose semplici sono sempre le più belle e che la ricchezza non
viene dal troppo possesso, ma dall’amore di Dio. Il mio cammino non era finito.
Il giorno seguente visitai San Damiano e l’Eremo delle Carceri. In questi due
luoghi feci un incontro molto importante, quello con il Creato. Le carezze del
vento, il profumo dell’aria e i colori dei fiori non mi erano mai sembrati così
belli e piacevoli. Vedevo e sentivo nella natura che circondava questi due
angoli di paradiso la presenza di Dio e riconobbi nella Creazione un Suo grande
dono. Mi resi conto che stavo guardano tutto intorno a me con occhi nuovi,
quelli del cuore, gli stessi che Francesco aveva usato per comporre il suo celebre
Cantico delle Creature. Il mio cammino nella terra di Chiara e Francesco era
ormai giusto al termine, ma un altro grande viaggio stava per iniziare. Portare
a tutte le persone che avrei incontrato al mio ritorno la pace, la semplicità e
l’umiltà che Assisi mi aveva donato e, soprattutto, far riscoprire a tutti
l’Amore, quello Vero.
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