domenica 4 gennaio 2015

Racconto n. 8 di Miria Ciucci (RaccontAssisi)

Assisi è un luogo che porto e porterò sempre nel cuore perchè è il luogo del mio incontro con il Signore. Dopo il cammino di catechesi dell'infanzia, all'arrivo dell'età dell'adolescenza, dove tutto si rimette in discussione per poterlo vagliare e valutare consapevolemente, mi ero allontanata dalla Chiesa o perlomeno partecipavo alla messa domenicale per obbligo e abitudine. Trascinata da un'amica partecipai al Convegno Giovani verso Assisi del 1990 e fu un'esperienza straordinaria. Il luogo, le persone, le testimonianze, la preghiera insieme ad altri 3000 giovani: emozioni indescrivibili che mi fecero riconoscere dietro a tutto questo una Presenza, un Dio vivo e vero che camminava accanto a me. Da allora Assisi diventò il luogo che rappresentava la fonte a cui tornare per ritrovare acqua sgorgante che innaffiava la mia fede quando nella monotinia o nelle prove del cammino quotidiano si andava affievolendo. Ricordo ancora l'emozione quando, dal treno o dall'auto, avvicinandomi ad Assisi, finalmente sbucava all'orizzonte: mi si apriva un sorriso immenso che partiva dal cuore! Poi sono cresciuta, non ho più partecipato a Convegni e campiscuola e per molti anni non sono più tornata ad Assisi. Ho passato momenti buii, mi sono di nuovo allontanata dalla fede, ma quando finalmente è riemerso in me il desiderio di tornare al Signore, sono voluta tornare ad Assisi, certa che avrei trovato la possibilità di un nuovo inizio. Ci sono toranta con la mia famiglia perchè volevo condividere con loro questo luogo così importante per me. Ed il mio desiderio ha trovato risposta: ho ripreso in mano il Breviario ed ho pregato Lodi e Vespri con la mia figlia più grande. Ho respirato di nuovo la pace particolare che solo ad Assisi si respira e ritornare alla Basilica di San francesco, alla Basilica di santa Chiara, a San Damiano, all'eremo delle Carceri con la mia famiglia è stata una doppia emozione: riscoprire quei luoghi così presenti nel mio cuore e condividerli con la mia famiglia, ritrovandoci più vicini. Il Signore è in ogni luogo, ma ci sono luoghi in cui la Sua presenza è più evidente.

Assisi è uno di questi. 

Racconto n. 7 di Michele Mastrolonardo (RaccontAssisi)

La mia prima esperienza Assisana, risale al marzo 2012, presso la vostra struttura, la Domus Pacis in Santa Maria degli Angeli, proprio ai piedi di Assisi.
Bellissima la struttura, moderna ma anche speciale, come speciale lo e' Assisi, con le sue viuzze strette, pendenti e che tanto ti fanno sognare e vivere come se fosse tornato il Medioevo.. Ad Assisi, tutto e' rimasto com'era ai tempi di San Francesco e Santa Chiara.. 

Racconto n. 6 di Michele e Lorella Papale (RaccontAssisi)

Io mi chiamo Michele e mia moglie Lorella. Eravamo due giovani sposini squattrinati.
Assisi fu scelta, non per un pellegrinaggio ma per il viaggio di nozze. Arrivammo ad Assisi il 12 aprile 1983, con una vecchia auto imprestata.
Il denaro per il viaggio, era frutto di regali da amici e parenti.
La macchina fotografica manuale, con  la pellicola da 36 diapositive, però, era nostra!
Ci colpì la serenità dei luoghi, i dolci paesaggi, il silenzio tra gli ulivi, la storia della vita francescana.
Allora era primavera, tutto l'ambiente circostante era spennellato con i colori dei papaveri rossi, il verde brillante dei prati e il rosa dei peschi in fiore. 
Che  sensazione di pace si respira a S.Rufino, tra gli uliveti e il cinquettio degli uccelli.
E ... quanta commozione ti assale nella cripta davanti al sepolcro di S. Francesco.
E...quale brivido si prova a toccare le mura millenarie della Porziuncola, la più umile delle chiese.
Toccare queste pietre che furono edificate da S.Francesco in persona è come porgergli la mano attraversando 800 anni di storia e con questo contatto fisico e spirituale assorbire una pace interiore  indelebile.
Come possiamo descrivere cosa si prova quando, al primo mattino, da S.Maria degli Angeli, si percorre il selciato di mattoncini rossi con impressi i nomi di gente di tutto il mondo, per arrivare camminando, in una Assisi che si risveglia  al suono delle campane della basilica francescana.
A Santa Chiara con le sue reliquie, la religiosità ti entra dentro.
Non si può descrivere! 
Bisogna esserci e così portarsi a casa il messaggio di S.Francesco: l'umiltà. Un dono che ha reso forti e uniti i due giovani sposi di 31 anni fa.

Ci siamo tornati ad Assisi più volte, ci serve per curare l'anima e il corpo dalle avversità della vita ma anche per rivivere la gioia di una vacanza semplice, che si accontenta di vedere anche solo un volo di rondine in un luogo ove la storia si è fermata per dare testimonianza e insegnamento al mondo intero. 

Racconto n. 5 di Mario Gennaro (RaccontAssisi)

Palermo, agosto 1985. Decido di partire, ma non so dove andare. Qualsiasi posto va bene, l’importante è fuggire da una realtà che mi crea confusione ed inquietudine. Il rapporto con la fidanzata è in crisi. Cerco un luogo dove ci sia un campeggio, voglio stare solo a riflettere. Mi hanno parlato bene di Assisi. Sì, un campeggio c’è, sacco a pelo e tenda sulle spalle e via. Il treno mi porta a S. Maria degli Angeli, ai piedi di Assisi. Prima di salire al campeggio decido di visitare la basilica. Una strana sensazione mi assale quando mi trovo davanti alla Porziuncola. Devo salire al campeggio, sopra Assisi, per piantare la mia tenda prima che faccia buio. Ma lo sguardo si sofferma su un foglietto accanto a me, posato sopra la panca. E’ un invito a partecipare ad un corso vocazionale. Comincia il giorno successivo, “rivolgersi a P. Giovanni”. Chiedo dove posso trovare il frate e dopo un po’ me lo ritrovo davanti: “Sì, puoi partecipare”. Il giorno dopo mi ritrovo con altri 40 giovani provenienti da tutta Italia a partecipare ad un corso che, prendendo spunto da figure bibliche, ti aiuta a capire quale può essere la scelta importante della vita. Tutto questo in un clima di fraternità e spiritualità francescana. Qui, non si può fingere, non si possono trovare scuse. Il cuore è sempre in tumulto, lo sguardo radiografico di P. Giovanni non ti dà tregua: mi convinco a parlare con lui per aprire il mio cuore e capire meglio cosa vuole Dio da me. E’ un’impresa ardua, non ci riesco. Sono troppi i giovani che vogliono parlare con P. Giovanni. Mi aiuta, invece, un altro frate, simpatico, molto bravo a suonare la chitarra e con una memoria di ferro (P. Egidio ?). Sa darmi utili consigli, e alla fine vado via da Assisi con la convinzione che la mia vocazione non è certamente quella sacerdotale.

Sono passati quasi 30 anni ed Assisi rappresenta per me un luogo di pace dove rinfrancarsi fisicamente e spiritualmente. L’anno scorso con la mia famiglia abbiamo scelto di vivere un capodanno alternativo ed i miei figli hanno partecipato alla festa di fine anno con la Messa conclusiva alla Porziuncola. Ed io felice di aver rincontrato P. Giovanni alla Domus Pacis, sempre con quegli occhi penetranti, ancora giovane, instancabile ed impegnato in un ennesimo corso vocazionale.

Racconto n. 4 di Leo Pace (RaccontAssisi)

Salve, Assisi è una città bellissima per la pace che si respira, la bellezza, per l'arte che rappresenta e soprattutto per la storia della vita vissuta di  san Francesco ,e per chi ama stare in pace e dedicarsi alla preghiera.  Domus Pacis completa l'opera per chi ama stare in piena tranquillità, situato presso santa Maria degli Angeli e poco distante da Assisi. Nonostante ho soggiornato già tre volte è sempre un piacere ritornare per trascorrere giornate indimenticabili.