mercoledì 5 luglio 2017

"Momenti straordinari" - di Valentina Z.


Un segno del vostro affetto. Ringraziamo Valentina per il testo e Luisa per le immagini. 

Fino all'ultimo non volevo partire. Continuavo a ripetermi un ritornello-pregiudizio duro da schiantare: "Vale, cosa vuoi che ne sappiano, degli uomini di Chiesa, dell'amore?"
Alla fine, mi sono decisa. Via! 
Sono uscita di casa, inquieta come mio solito, ma desiderosa di mettermi ancora una volta alla prova, sollecitata da questa esigenza di "solleticare" le mie zone di comfort. Beh, ecco: i giorni sono volati nella pienezza e sono tornata ricca di grazie da esprimere. Grazie alla Domus Pacis, per avermi ricordato che, ovunque vada, c'è un luogo sereno, pronto ad ospitarmi; grazie a Santa Maria degli Angeli, per avermi mostrato quanta serenità si possa attingere dal silenzio, e da un po' di tempo ritagliato per riflettere; grazie all'atmosfera mistica di Assisi, generosa nell'indicarmi la vera meta a cui il cuore umano anela; ma, soprattutto, un grazie sincero ai frati minori francescani, per aver illuminato questi giorni impegnativi; grazie, con tutto il cuore, per aver riattivato le mie radici cattolico-cristiane; grazie, grazie, ancora grazie, per avermi insegnato il vero Amore, che è tutto, fuorché pretesa; bensì Perdono, Gratuità incondizionata, Accettazione dei propri limiti e delle fatiche altrui, Dono di sè. Adesso sarà una bella sfida portare "a frutto" questi momenti straordinari appena conclusi dentro il mio ordinario ma...come sottolineava Sant'Agostino, "rallegra la mente solo ciò che la nutre"; ed io, di Amore autentico, voglio continuare ad alimentarmi.







mercoledì 14 giugno 2017

Corso "COME GIUSEPPE" - Le testimonianze di Lorenzo, Davide e Luca

Cari amici, continuano ad arrivarci le vostre testimonianze sul corso "..Come Giuseppe". Vi ringraziamo infinitamente per le vostre parole e per i vostri consigli. Per chiunque volesse partecipare alla prossima edizione, Vi ricordiamo che si terrà qui alla Domus Pacis dal 15 al 17 Dicembre 2017. Trovate tutte le info sul corso e sulle modalità di iscrizione CLICCANDO QUI.


Testimonianza di Lorenzo
È da un po' di tempo che sentivo il desiderio di arricchire il mio bagaglio di fede applicata alla vita di tutti i giorni e ho colto l'occasione per fare questa esperienza che rappresenta il primo corso a cui abbia partecipato. Il tema della virilità sembra un tema scontato per un uomo, ma il punto di vista che ci hanno donato fra Pasqualino, Roberto Marchesini e anche Francesca è stata l'occasione per uscire dai canoni del nostro mondo che molto frequentemente dipinge l'uomo come il cattivo di turno sminuendo di fatto il ruolo fondamentale che un uomo, un padre di famiglia e un marito devono avere e a cui noi uomini tutti dobbiamo ritornare per riprendere il nostro giusto ruolo nella vita di tutti i giorni. È stato veramente interessante il confronto libero e la disponibilità di tutto lo staff nel rispondere alle domande che venivano poste e ancor più interessante sono state le riflessioni condivise con il resto dei partecipanti. Insomma un corso veramente ben pensato e accessibile a tutti grazie alla bravura dei relatori che sanno coinvolgere i partecipanti. Quindi grazie per aver pensato a noi uomini in termini diversi da come il mondo di oggi vuole. In fondo basterebbe ricordarsi di come Dio ha voluto l' uomo e sarebbe tutto molto più semplice. Grazie.

Testimonianza di Davide
Ho seguito il corso su Giuseppe ai primi di maggio e vorrei condividere con voi la mia testimonianza.
Essendo di poche parole, voglio solo comunicarvi quanto questo corso sia utile. La parte psicologica associata alla parte biblica è fondamentale essendo noi fatti di corpo, anima e psiche.
Continuate a promuoverlo questo corso, perché tocca tematiche molto profonde e delle quali oggi non si parla più. Sui contenuti e sui relatori solo un incoraggiamento ad andare avanti.
Buona continuazione in questo mese del Sacro del Cuore.

Testimonianza di Luca
Mi ricordo che prima di partire per il corso tantissima gente mi diceva "ma ci vai da solo?", "ma come ti va se non conosci nessuno?", in cuor mio sapevo che avevano ragione, perché effettivamente andavo da solo, ma delle volte dobbiamo distinguere molto bene l'andare dallo stare; sì, io sono partito da solo, ma sapevo che lì da voi, in qualche modo, non sapendo come, non sarei stato solo. Appena arrivato mi sono trovato subito a parlare con 5 estranei di argomenti molto personali; mentre salivo con l'ascensore mi sono chiesto "ma se parlo con persone che non conosco di cose molto personali non è un po' come se fossero miei fratelli?". Da quel momento sono completamente riuscito a lasciarmi andare e prendere tutto quello che mi sarebbe stato trasmesso. 
Una volta sceso per andare al primo incontro, notando che era un po' presto mi sono fermato a prendere un caffè al bar, lì ho incontrato un ragazzo che mi ha raccontato tantissime cose di sé, nonostante io sia uno smemorato cronico, mi ricordo a tutt'oggi ogni sua parola, non perché avesse una vita particolare, ma semplicemente perché si è donato a me, uno sconosciuto ai suoi occhi, in maniera completa ed incondizionata.
Entrati nel primo incontro mi sono guardato intorno e ho visto molti ragazzi che diciamo, passatemi il termine, mi assomigliavano; da quel momento è stata tutta una discesa.
Mi sono trovato ad affrontare tanti temi relativi alla virilità maschile e devo dire che sono temi che posso toccare molto nel profondo e che condivido. Voglio descrivervi, in particolare, alcuni momenti che mi sono rimasti nel cuore:
- Quando si è trattato il tema dell'eliminazione delle differenze tra i due sessi: giustamente è un'argomentazione ardita, non perché ci sia uno superiore all'altro o perché non si possa essere uguali su determinati ambiti di vita, ma perché nel profondo non saremo mai uguali. Ognuno di noi è portato ad eccellere in determinate cose, mentre in altre può essere più carente. L'uomo deve essere uomo come la donna deve essere donna; non è una corsa per stabilire chi sia il migliore, piuttosto una passeggiata insieme, dove ognuno mette il meglio che ha ed insieme si arriva ad essere una famiglia cristiana, con tutto ciò che essa comporta.
- E' stata molto bella la testimonianza della mamma: mi ha molto aiutato a capire che essere uomo è fondamentale non solo per me e per la mia vita ma per tutte le persone che ci circondano, perché un uomo deve essere tale in famiglia, con gli amici ed al lavoro; ho trovato molto giusta la sua pretesa ad avere un uomo al suo fianco.
Il momento della condivisione è stato bello, di sicuro il momento più duro del corso: ti accorgi in pochi minuti che i tuoi problemi non sono sempre più grandi degli altri ed a volte, anche se hai il mondo che esplode dentro di te, devi essere pronto a porgere la mano all'altro ed aiutarlo. Non sempre vengo prima io, non sempre sono il centro del mondo, ma il mondo ha bisogno di me come di ognuno di noi, come di te che stai leggendo queste mie semplici parole. Mi domando quante volte il mio egoismo ha prevalso sul mio altruismo, quante volte l'"io" è stato più importante del "te". Ritengo che non c'è modo più bello per descrivere qualcosa se non ripassare insieme i momenti più salienti e toccanti vissuti. Spero comunque che il tempo passato a leggere queste mie parole (con tutti i miei errori di ortografia ed i miei dilungamenti) sia stato un tempo ben speso. Ringrazio Fra Pasqualino e tutto lo staff per il tempo e la cura che hanno messo/dedicato a noi, semplici fratelli estranei.
Un saluto dal più profondo del cuore.

lunedì 12 giugno 2017

Sul Giubileo dei Giovani

Cari Amici, in occasione del Giubileo dei Giovani che si terrà dal 16 al 18 Giugno 2017 nella nostra Domus Pacis, vi segnaliamo il nuovo video promo "TUTTI IN PARADISO". 
"Ottocento anni fa, san Francesco formulò il suo grande desiderio: la grazia del perdono e rinascere a vita nuova! Ecco chi è Francesco: un uomo innamorato di Dio e dell’uomo. Francesco non sa trattenere nulla per sé e come se stesse già pensando all’uomo di ogni storia, non si trattiene nel chiedere al Signore l’unica cosa necessaria per una vita bella e santa: il Perdono. Abbiamo bisogno di qualcuno che sappia guardare la nostra storia con occhi di misericordia perché sono questi che ci restituiscono la bellezza e ci mettono movimento verso la nostra unica grande chiamata: la santità.
Per questo, ad ottocento anni da quell’evento che ha cambiato la storia di tante persone venute da ogni dove qui alla Porziuncola, per incontrare il Perdono di Dio, noi desideriamo fare come Francesco. Vogliamo condividere con tutti la grazia di questo luogo santo e gioire con ogni uomo per le meraviglie che Dio ha compiuto nelle vite dei nostri santi e per quelle che desidera realizzare in noi. TUTTI IN PARADISO è il grande sogno che Francesco ha lasciato alla Porziuncola ed oggi è la promessa consegnata a tutti noi.
"

Per info e per partecipare all'iniziativa potete cliccare QUI

Un saluto a tutti dallo staff della Domus Pacis



venerdì 26 maggio 2017

Sul corso "COME GIUSEPPE" - La testimonianza di Diego

Cari amici, ringraziamo Diego per la sua testimonianza sul corso "Come Giuseppe" da poco concluso. Per chi volesse partecipare, la prossima edizione sarà dal 15 al 17 Dicembre 2017. Trovate tutte le info qui: http://www.domuspacisassisi.com/it/corso-come-giuseppe/

Salve, 
ho trovato il corso attuale, dai contenuti pratici ma anche teorici, comunicati e condivisi in modo diretto e multidisciplinare. Ho apprezzato molto gli interventi  dello psicologo e della donna coinvolti nel corso. Non mi era mai capitato di ascoltare una donna che raccontasse cosa loro cercano in un uomo. Mi ha arricchito molto.
Del pari ho apprezzato il momento concesso ai partecipanti per la condivisione delle loro esperienze e testimonianze, un racconto sincero di una persona, della sua esperienza, spesso riesce ad essere più comunicativo ed efficace di tanti studi o meditazioni.
Credo che la formula sia adeguata allo scopo del corso.
Grazie ancora in particolare a Padre Pasqualino, la mente e non solo del corso e di tante altre attività.

Diego R.

mercoledì 12 aprile 2017

Buona Pasqua dalla Domus Pacis



Carissimi, Il Signore vi dia pace!

Il saluto tanto caro a Francesco di Assisi è proprio adatto a questo nostro momento storico, in cui sembra che la pace sia un bene non sempre condiviso e che la divisione, insieme all'indifferenza, prendano il sopravvento.

La Pasqua del Signore Gesù ci ricorda, invece, che la paura è stata vinta, una volta per tutte, e che la Risurrezione porta un vento nuovo sulle nostre vite, rendendole piene di significato e capaci di amare oltre le nostre capacità.

Buona Pasqua del Signore!
fra Pasqualino & tutto lo Staff della Domus Pacis


p.s. Vi consiglio di leggere questo commento di don Primo Mazzolari che vi allego:
Nostro fratello Giuda
Registrazione effettuata a Bozzolo - Giovedì Santo 1958
"Miei cari fratelli, è proprio una scena d’agonia e di cenacolo. Fuori c’è tanto buio e piove. Nella nostra Chiesa, che è diventata il Cenacolo, non piove, non c’è buio, ma c’è una solitudine di cuori di cui forse il Signore porta il peso. C’è un nome, che torna tanto nella preghiera della Messa che sto celebrando in commemorazione del Cenacolo del Signore, un nome che fa’ spavento, il nome di Giuda, il Traditore. Un gruppo di vostri bambini rappresenta gli Apostoli; sono dodici. Quelli sono tutti innocenti, tutti buoni, non hanno ancora imparato a tradire e Dio voglia che non soltanto loro, ma che tutti i nostri figlioli non imparino a tradire il Signore. Chi tradisce il Signore, tradisce la propria anima, tradisce i fratelli, la propria coscienza, il proprio dovere e diventa un infelice. Io mi dimentico per un momento del Signore o meglio il Signore è presente nel riflesso del dolore di questo tradimento, che deve aver dato al cuore del Signore una sofferenza sconfinata. Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. E’ uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: "Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!" Amico! Questa parola che vi dice l’infinita tenerezza della carità del Signore, vi fa’ anche capire perché io l’ho chiamato in questo momento fratello. Aveva detto nel Cenacolo non vi chiamerò servi ma amici. Gli Apostoli son diventati gli amici del Signore: buoni o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre gli amici. Noi possiamo tradire l’amicizia del Cristo, Cristo non tradisce mai noi, i suoi amici; anche quando non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo, davanti ai suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore. Giuda è un amico del Signore anche nel momento in cui, baciandolo, consumava il tradimento del Maestro. Vi ho domandato: come mai un apostolo del Signore è finito come traditore? Conoscete voi, o miei cari fratelli, il mistero del male? Sapete dirmi come noi siamo diventati cattivi? Ricordatevi che nessuno di noi in un certo momento non ha scoperto dentro di sé il male. L’abbiamo visto crescere il male, non sappiamo neanche perché ci siamo abbandonati al male, perché siamo diventati dei bestemmiatori, dei negatori. Non sappiamo neanche perché abbiamo voltato le spalle a Cristo e alla Chiesa. Ad un certo momento ecco, è venuto fuori il male, di dove è venuto fuori? Chi ce l’ha insegnato? Chi ci ha corrotto? Chi ci ha tolto l’innocenza? Chi ci ha tolto la fede? Chi ci ha tolto la capacità di credere nel bene, di amare il bene, di accettare il dovere, di affrontare la vita come una missione. Vedete, Giuda, fratello nostro! Fratello in questa comune miseria e in questa sorpresa! Qualcheduno però, deve avere aiutato Giuda a diventare il Traditore. C’è una parola nel Vangelo, che non spiega il mistero del male di Giuda, ma che ce lo mette davanti in un modo impressionante: "Satana lo ha occupato". Ha preso possesso di lui, qualcheduno deve avervelo introdotto. Quanta gente ha il mestiere di Satana: distruggere l’opera di Dio, desolare le coscienze, spargere il dubbio, insinuare l’incredulità, togliere la fiducia in Dio, cancellare il Dio dai cuori di tante creature. Questa è l’opera del male, è l’opera di Satana. Ha agito in Giuda e può agire anche dentro di noi se non stiamo attenti. Per questo il Signore aveva detto ai suoi Apostoli là nell’ orto degli ulivi, quando se li era chiamati vicini: "State svegli e pregate per non entrare in tentazione". E la tentazione è incominciata col denaro. Le mani che contano il denaro. Che cosa mi date? Che io ve lo metto nelle mani? E gli contarono trenta denari. Ma glieli hanno contati dopo che il Cristo era già stato arrestato e portato davanti al tribunale. Vedete il baratto! L’amico, il maestro, colui che l’aveva scelto, che ne aveva fatto un Apostolo, colui che ci ha fatto un figliolo di Dio; che ci ha dato la dignità, la libertà, la grandezza dei figli di Dio. Ecco! Baratto! Trenta denari! Il piccolo guadagno. Vale poco una coscienza, o miei cari fratelli, trenta denari. E qualche volta anche ci vendiamo per meno di trenta denari. Ecco i nostri guadagni, per cui voi sentite catalogare Giuda come un pessimo affarista. C’è qualcheduno che crede di aver fatto un affare vendendo Cristo, rinnegando Cristo, mettendosi dalla parte dei nemici. Crede di aver guadagnato il posto, un po’ di lavoro, una certa stima, una certa considerazione, tra certi amici i quali godono di poter portare via il meglio che c’è nell’anima e nella coscienza di qualche loro compagno. Ecco vedete il guadagno? Trenta denari! Che cosa diventano questi trenta denari? Ad un certo momento voi vedete un uomo, Giuda, siamo nella giornata di domani, quando il Cristo sta per essere condannato a morte. Forse Lui non aveva immaginato che il suo tradimento arrivasse tanto lontano. Quando ha sentito il crucifigge, quando l’ha visto percosso a morte nell’atrio di Pilato, il traditore trova un gesto, un grande gesto. Va’ dov’erano ancora radunati i capi del popolo, quelli che l’avevano comperato, quella da cui si era lasciato comperare. Ha in mano la borsa, prende i trenta denari, glieli butta, prendete, è il prezzo del sangue del Giusto. Una rivelazione di fede, aveva misurato la gravità del suo misfatto. Non contavano più questi denari. Aveva fatto tanti calcoli, su questi denari. Il denaro. Trenta denari. Che cosa importa della coscienza, che cosa importa essere cristiani? Che cosa ci importa di Dio? Dio non lo si vede, Dio non ci da’ da mangiare, Dio non ci fa’ divertire, Dio non da’ la ragione della nostra vita. I trenta denari. E non abbiamo la forza di tenerli nelle mani. E se ne vanno. Perché dove la coscienza non è tranquilla anche il denaro diventa un tormento. C’è un gesto, un gesto che denota una grandezza umana. Glieli butta là. Credete voi che quella gente capisca qualche cosa? Li raccoglie e dice: "Poiché hanno del sangue, li mettiamo in disparte. Compereremo un po’ di terra e ne faremo un cimitero per i forestieri che muoiono durante la Pasqua e le altre feste grandi del nostro popolo". Così la scena si cambia, domani sera qui, quando si scoprirà la croce, voi vedrete che ci sono due patiboli, c’è la croce di cristo; c’è un albero, dove il traditore si è impiccato. Povero Giuda. Povero fratello nostro. Il più grande dei peccati, non è quello di vendere il Cristo; è quello di disperare. Anche Pietro aveva negato il Maestro; e poi lo ha guardato e si è messo a piangere e il Signore lo ha ricollocato al suo posto: il suo vicario. Tutti gli Apostoli hanno abbandonato il Signore e son tornati, e il Cristo ha perdonato loro e li ha ripresi con la stessa fiducia. Credete voi che non ci sarebbe stato posto anche per Giuda se avesse voluto, se si fosse portato ai piedi del calvario, se lo avesse guardato almeno a un angolo o a una svolta della strada della Via Crucis: la salvezza sarebbe arrivata anche per lui. Povero Giuda. Una croce e un albero di un impiccato. Dei chiodi e una corda. Provate a confrontare queste due fini. Voi mi direte: "Muore l’uno e muore l’altro". Io però vorrei domandarvi qual è la morte che voi eleggete, sulla croce come il Cristo, nella speranza del Cristo, o impiccati, disperati, senza niente davanti. Perdonatemi se questa sera che avrebbe dovuto essere di intimità, io vi ho portato delle considerazioni così dolorose, ma io voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda. Pregherò per lui anche questa sera, perché io non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carità, quella parola amico, che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l’ultimo momento, ricordando quella parola e l’accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi di là. Forse il primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo che certamente pare che non faccia onore al figliolo di Dio, come qualcheduno lo concepisce, ma che è una grandezza della sua misericordia. E adesso, che prima di riprendere la Messa, ripeterò il gesto di Cristo nell’ ultima cena, lavando i nostri bambini che rappresentano gli Apostoli del Signore in mezzo a noi, baciando quei piedini innocenti, lasciate che io pensi per un momento al Giuda che ho dentro di me, al Giuda che forse anche voi avete dentro. E lasciate che io domandi a Gesù, a Gesù che è in agonia, a Gesù che ci accetta come siamo, lasciate che io gli domandi, come grazia pasquale, di chiamarmi amico. La Pasqua è questa parola detta ad un povero Giuda come me, detta a dei poveri Giuda come voi. Questa è la gioia: che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo non vuole che noi ci disperiamo. Anche quando noi ci rivolteremo tutti i momenti contro di Lui, anche quando lo bestemmieremo, anche quando rifiuteremo il Sacerdote all’ ultimo momento della nostra vita, ricordatevi che per Lui noi saremo sempre gli amici."
Don Primo Mazzolari

lunedì 20 febbraio 2017

Sul corso per single "DOVE SEI" di Gennaio 2017

Cari amici, si è concluso lo scorso mese il corso per single "DOVE SEI" e volevamo condividere alcune riflessioni da voi rilasciate sul gruppo Facebook dedicato al corso! Per rispetto della privacy non pubblicheremo i nomi di coloro che hanno scritto. Vi ringraziamo ancora per la vostra partecipazione e vi invitiamo a scriverci sempre a comunicazioni@domuspacis.it. 

Ripenso a questi giorni trascorsi assieme,ai nostri volti accesi dalla Speranza e attraversati dalla Luce dello sguardo di Dio nostro Padre che ci ha consegnato nel Cuore la consapevolezza forte di Amarci alla follia...non è stato facile dire certi "AMEN", ma mi sono fidata e ora so che la mia Speranza non sarà delusa. 

Ieri durante il momento di preghiera in Porziuncola ho pianto così tanto che ancora stasera fatico a tenere aperti gli occhi... È stato l'effetto dell'abbraccio di un Padre e di una Madre reso possibile dall'Amore gratuito di chi ogni giorno dona la sua Vita per tutti gli uomini e le donne del mondo. Trovarsi li al centro di un Amore senza misura dopo che hai scelto di lasciarti attraversare dalla prova e dal dolore...e arrivare a desiderare di essere solo offerta gradita per Colui che ha dato tutto di sé per la ns salvezza...ecco, questo x me il corso. 

Si è appena concluso il corso e io non posso che esprimere la mia riconoscenza ai frati e a ciascun compagno di corso per la stupenda comunione che si è creata e che non si spezzerà mai,essendo fondata sulla Roccia, su Gesù. Ho ricevuto quelle parole di cui avevo bisogno e quell'amicizia che ti fa spostare le montagne. Io proprio grazie al corso ne ho spostata una enorme che mi stava bloccando la Vita. Grazie a questo corso mi sento di dire a tutti coloro che hanno perso la fiducia che non esiste un buio che non possa essere illuminato dall'Amore di Dio. 

Voglio dire il mio Grazie per la Forza che ho ricevuto per chiudere in via definitiva una pseudo amicizia che mi stava frenando la Vita. Grazie al corso e al gruppo, ho capito che allontanarsi da chi, anche involontariamente, ci fa del male,uccidendo il nostro cuore, non è una scelta egoistica ma x la Vita!!! Se insistiamo nelle nostre illusioni in quei sentieri che ci hanno portato solo grandi sofferenze fini a loro stesse....troveremo solo rifiuto e solitudine. Se abbandoniamo questo tipo di illusioni avremo l'opportunità di RINASCERE!

lunedì 23 gennaio 2017

Sul musical "Come una Carezza" della compagnia "Gruppo Teatro in Bilico"

Il 21 Gennaio, la compagnia teatrale "Gruppo Teatro in Bilico", ha presentato il musical "Come una Carezza": uno spettacolo sull'esperienza umana e spirituale di santa Camilla Battista Varano  e i cui incassi sono destinati alle Clarisse di santa Chiara di Camerino.
A seguito del sisma del 26 e 30 ottobre scorsi, Camerino, nel Centro Italia, ha subito danni importantissimi: ci sono famiglie senza casa e tanta gente senza lavoro. In particolare il Monastero di Santa Chiara di Camerino a seguito degli ingenti danni già cagionati dal sisma del 24 agosto, oggi è completamente distrutto. Da qui è nata l’idea di questo spettacolo teatrale come aiuto per le Clarisse di S.Chiara, il cui monastero custodisce l’urna di santa Camilla. 

Vogliamo ringraziare tutta la compagnia teatrale ed in particolare Giulia Giontella che ha scritto e diretto l'opera e che in un'intervista ha rilasciato queste toccanti parole:

"L’incasso verrà devoluto al monastero nella speranza che possa servire per ricostruire quello che è andato perso, per scongelare quel silenzio che si è abbattuto in un luogo così vivo. [..] Ecco lo spettacolo vuole avere anche questo significato per noi che lo facciamo e per chi vorrà assistervi: oltre al principale obiettivo che è quello di far conoscere a tutti la storia e la vita meravigliosa di Camilla e allo scopo benefico, con questa storia vogliamo trovare il modo di rimetterci in cammino insieme a Camilla, riprendere il viaggio e anche se pieno di difficoltà viverlo con la grande gioia di sentirsi partecipi di qualcosa di davvero meraviglioso e di sentirsi uniti, tutti, per rinascere ancora una volta, senza paura e con quel coraggio che a volte non si sa da dove viene. "

Ecco alcune foto dell'evento che ha registrato un notevole successo: 


  
Riportiamo anche il saluto e il ringraziamento di Giulia direttamente dalla pagina Facebook del gruppo "Teatro in Bilico"

"Ad Assisi una grande emozione! [..] Grazie al nostro Sindaco dott. Gianluca Pasqui che ci ha accompagnato e sostenuto e grazie al Sindaco di Assisi prof.ssa Stefania Proietti che ci ha accolto con grande affetto e ci ha invitato a tornare di nuovo ad Assisi al teatro comunale per raccontare ancora una volta Santa Camilla. E grazie ai nostri concittadini che ci hanno seguito.... Grazie a tutti...Giulia."

lunedì 19 dicembre 2016

Auguri di Buon Natale

Carissimi, il Signore vi dia pace!
Fra pochi giorni arriverà il Santo Natale, puntuale come ogni anno, circondato da luci, colori, simboli e tante altre cose. L’augurio mio personale, e di tutte le persone che spendono parte della loro vita in questo luogo che conoscete e che fa da anticamera alla nostra amatissima Porziuncola, è che questo sia Natale sia per ognuno l’occasione favorevole per accogliere il Signore Gesù nella propria casa, aprendo la porta dell’accoglienza e dell’ospitalità. Un pensiero va anche a tanti fratelli che, un poco distanti da qui, non hanno luoghi in cui vivere serenamente, a causa degli eventi dell’estate/autunno  che li hanno privati di sicurezze e che minano la speranza per il futuro.
Il Signore Gesù viene per tutti, perché tutti possiamo accoglierlo anche nelle nostre povertà.

A tutti Buon Natale del Signore! 
fra Pasqualino e tutti i vostri amici della Domus Pacis

I Presepi della Domus Pacis

Cari amici, come ogni anno, alla Porziuncola, in una suggestiva ambientazione, viene allestita una grande mostra di presepi provenienti da varie parti del mondo. L’allestimento quest’anno conta più di 200 presepi, in rappresentanza di 82 Nazioni. La mostra ha avuto inizio l’8 dicembre e si protraerà fino alla domenica del Battesimo di Gesù. Anche noi della Domus Pacis cerchiamo di impreziosire l'evento con una mini esposizione di presepi internazionali, che esponiamo nella nostra hall. Vi invitiamo perciò a venire a Santa Maria degli Angeli e di non perdervi la bellezza di queste opere d'arte. 

Un augurio da tutto lo staff



giovedì 3 novembre 2016

Sul terremoto del Centro Italia - La situazione ad Assisi

Carissimi amici, vi ringraziamo per tutte le email e le telefonate arrivate per sincerarsi sulle nostre condizioni e sulla situazione generale a Santa Maria degli Angeli ed ad Assisi. «Numerosissimi ‘amici della Porziuncola’ – ci  spiega frate Pasquale Berardinetti – si sono collegati alla webTv della basilica per sincerarsi circa le condizioni della millenaria chiesa, riparata 800 anni fa da Francesco d’Assisi all’inizio del suo cammino di sequela Christi».

Dopo i controlli effettuati nella giornata di lunedì 31 Ottobre, la Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata parzialmente riaperta ed è dal 1 Novembre accessibile al pubblico. Permane solo una parziale inagibilità relativa alla zona del coro ligneo (parte della parete di fondo dell’abside della Basilica), al transetto di destra (altare di santa Giuliana o di San Pietro in Vincoli) e alla Cappella delle Stimmate (seconda cappella nella navata di sinistra). Le altre strutture di Santa Maria, compresa la nostra, sono indenni; la basilica di S. Francesco così come tutti gli edifici di Assisi non hanno riportato alcun danno.

Siamo vicini agli abitanti di Norcia, Camerino e di tutti i comuni che hanno subito enormi danni per il terremoto e preghiamo insieme a Voi per tutti loro. La "Misericordia di Assisi", organizza per oggi giovedì 3 novembre, dalle 18 alle 23 una raccolta di indumenti nuovi o in buono stato per la popolazione di Norcia e dintorni. La raccolta avviene a Palazzo di Assisi, piazza Figli di Cambio. Per ulteriori informazioni chiamare il numero 340/4814360.

Lo staff della Domus Pacis

martedì 4 ottobre 2016

Lucia da Roma vince "RaccontAssisi"

Il racconto di Lucia da Roma vince "RaccontAssisi", la nostra iniziativa  rivolta a tutti coloro che hanno avuto il desiderio (e la pazienza) di narrarci l'esperienza di visita ai luoghi legati alla memoria di Francesco. Riproponiamo il testo completo e ci complimentiamo con la vincitrice, augurandoci che abbia finalmente ritrovato le sue foto!
 
"Ma dove sono finite le foto…??

Le foto del mio soggiorno ad Assisi! Quelle in cui avevo i capelli corti corti corti (se ci ripenso, ancora mi viene da ammazzarlo, il mio parrucchiere) ed ero con Mariella e Nunzia! E’ stato forse… quindici anni fa? Non me lo ricordo più. Mi pare proprio che fosse agosto. Avevo deciso di andare nella città di S. Francesco per seguire il “corso vocazionale” di cui tanto avevo sentito parlare e che speravo mi avrebbe aiutato a dare una svolta alla mia vita: la mia fede era forte, però intuivo che mi mancava qualcosa…
Ma dove le avrò messe, le foto??
Di Padre Giovanni mi ricordo bene: una vera forza (quanto mi fece ridere, quando disse che voleva tappezzare il salone in cui teneva le catechesi con le pagine di “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci: ho convenuto da subito che fosse un’idea stupenda)! E ancora oggi ho bene impresso il suo commento al Vangelo della samaritana al pozzo! E poi…fra’ Massimo, fra’ Vito…...e che bella fu l’esperienza all’Eremo delle carceri e alla Chiesetta di San Damiano! Aò, ma ‘ste foto che fine hanno fatto??
A ben pensarci, per quanto interessante e vivace, il corso vocazionale non fu, in sé, tanto dirompente: me ne parlavano come di un percorso che <<Vedrai! ti stravolgerà la vita!>> e invece io, che appunto già percorrevo un cammino di fede profonda e matura, alla fine mi ritrovai semplicemente confermata in cose che il mio cuore sapeva.
Uffa, le fot…eh? E questo?? Ma guarda, era finito qui, in questo cassetto! “Il primo amore”: è il volumetto che Padre Giovanni ci consigliò di prendere!
Cominciai a sfogliare quest’antologia di scritti mentre ero sull’autobus di ritorno verso casa, per ingannare il tempo del viaggio. Mi portavo dietro un pizzico di delusione (perché…mi sembrava di aver fatto soltanto una vacanza “diversa”, ma per me non era cambiato nulla!), quando iniziai a leggere: <<…come molti nella nostra società, potresti esser cresciuto anche tu con l’idea che amare se stessi sia un male. Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del “come te stesso”. Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso>>. Divorai quel libriccino, mentre mi rendevo conto che ciò che fino ad allora era mancato alla completezza della mia vita era l’amore verso me stessa, di cui non avevo mai visto la…bellezza e la dignità!
 Alcune pagine ebbero su di me lo stesso effetto che dovette fare nostro Signore quando buttò giù da cavallo Saulo sulla via di Damasco: la mia vita, “dentro”, iniziò a cambiare!
Oh…vabbè, pazienza se ‘ste benedette foto non saltano fuori: sarà sempre questo librettino – e non i “click” – la testimonianza del miracolo che, ad Assisi, il Signore ha realizzato per me! (certo, se riesco a trovare le foto sono anche più contenta…)"
 
LUCIA

giovedì 1 settembre 2016

RaccontAssisi - Votate il vostro racconto preferito!

Cari Amici,

abbiamo finalmente pubblicato i 21 racconti che partecipano all'iniziativa "RaccontAssisi", un'occasione per narrarci della vostra esperienza di visita ai luoghi legati alla memoria di Francesco. Trovate l'elenco completo sulla vostra destra!
Per votare il vostro autore preferito basta che clicchiate su "MOLTISSIMO" dal questionario "TI PIACE IL POST?" posto proprio al termine di ogni racconto! 

Accetteremo votazioni fino al 30 SETTEMBRE 2016. All'autore del racconto che riceverà più gradimenti sarà offerta la possibilità di regalarsi (o regalare ad una coppia che potrà rivivere la stessa esperienza) un soggiorno di 2 giorni per 2 persone alla Domus Pacis con trattamento di pernottamento e colazione.

Racconto n. 21 di Divina da Olbia (SS) (RaccontAssisi)

Assisi è emozione, fede, contemplazione, preghiera, gioia; parlarne mi fa rivivere momenti e situazioni impresse nella mia mente e nel mio cuore.  Il primo viaggio ad Assisi (dietro consiglio di Don T. ) lo feci da sola, in un momento in cui ricercavo me stessa e la felicità. Nell’occasione, fui ospitata da Suor E.; lei mi accompagnò a Santa Maria degli Angeli, lì mi parlò di San Francesco e Santa Chiara, ma parlammo anche della mia situazione sentimentale; poi mi lasciò da sola, così che potessi parlare con Dio. Trascorsi del tempo dentro la piccola Porziuncola e l’impatto fu travolgente; ne osservai  le mura, le pietre; le toccai con le dita, erano lisce e un po’ fredde; immaginavo San Francesco mentre le prendeva con cura e amore e le posizionava una sull’altra per ricostruire la Chiesa, casa di Dio. Stetti un po’ in ginocchio a pregare, poi seduta appoggiata alla parete; sembrava quasi di essere stretta nell’abbraccio del Poverello. Sentivo Dio in quel luogo e questo mi lasciava senza parole, pensieri ed emozioni invadevano la mia mente. Il mio cuore era colmo di gioia, di pace, di serenità e d’amore, le stesse sensazioni che respiravo in quel luogo Santo.  E che emozione vissi davanti alla Croce di San Damiano! In quelle ore trascorse sotto la Croce, certamente non mi aspettavo di udire la voce di Gesù, ma rimasi ugualmente in silenzio e provai ad ascoltare. Passò il tempo, ma non me ne resi conto; conquistata da Dio e da una “semplice” Croce, così le ore trascorsero serene. In quel momento capii che solo ritrovando Dio potevo ritrovare me stessa, solo con Lui potevo ricevere e donare amore. Le cose non accadono per caso! Incontrai Frate M., lui mi parlò di un corso per ragazzi single e fidanzati, mi disse che si sarebbe tenuto a breve. Tanto incuriosita, al mio rientro a casa chiesi a Don T. se mi aiutava a partecipare al corso insieme a un amico, S. Partii nuovamente ad Assisi, stavolta in compagnia! S. e io seguimmo il corso, visitammo insieme la Porziuncola e tutti i luoghi in cui San Francesco dimorò. In quell’occasione, io e S. non ci fidanzammo, ma il corso fu una bellissima esperienza: entrambi rimanemmo spiazzati dai frati, dalle loro parole, dalla loro preparazione e dalla semplicità con cui riuscivano a rivolgersi alla platea di ragazzi e ragazze. Quante cose imparammo! Dal semplice corteggiamento all’innamoramento, all’amore, e ancora tante altre cose annotate nel mio quaderno degli appunti. Con S. visitammo tutta Assisi, condividemmo momenti di preghiera davanti alla Croce di San Damiano e nella Porziuncola. Tornammo a casa carichi di gioia e fede ancora più forte. Non ci fidanzammo in quel frangente, ma Gesù fece ugualmente centro: dopo qualche mese, S. ed io ci mettemmo insieme. Il rapporto non fu proprio “rose e fiori”, dovemmo superare diverse prove. Ma il disegno di Gesù era tracciato, non potevamo sfuggirgli! Ci rivolle ancora una volta dal Poverello, ma stavolta per compiere un altro passo: il corso Agape.Partimmo senza aspettative, visto il periodo particolare; ma nel Cielo tutto era già scritto, non restava che leggere! Fu così che al termine del corso, davanti a tutti S. mi chiese di sposarlo! Veniamo a oggi! La prima idea è stata proprio di sposarci ad Assisi, nel luogo che Gesù ha scelto per farci ritrovare; purtroppo la distanza è tanta e le condizioni di salute dei famigliari non lo rendono possibile, quindi ci sposeremo nella nostra terra. Senz’altro andremo ancora una volta insieme ad Assisi, a ringraziare Dio e il Suo Poverello per averci chiamati e aver fatto fiorire il nostro amore.

Racconto n. 20 di Angelo e Loreta (RaccontAssisi)

La provvidenza - 24.08.2016 ore 3:36 un forte boato...e il disastro. Morte e dolore. Il pensiero corre a   quella piccola porzione di terra tanto cara ai nostri amici frati e a quei luoghi santi: Assisi il luogo in cui la pace si fa vedere e si fa sentire. Siamo due amanti di due amanti di Dio  Francesco e Chiara siamo cresciuti con i loro luoghi natii negli occhi e con le loro preghiere nei nostri cuori e sulle nostre labbra. Il nostro amore nato in una parrocchia francescana è cresciuti con lo spirito di Francesco, designato sin ad essere il poverello che avrebbe attirato tutti a sé per portare tutti a Cristo. Varie sono state le nostre visite ad Assisi,chiudendo gli occhi riusciamo a vedere ogni luogo e quasi ne assaporiamo la pace che da essi ne promana. Una delle esperienze più belle e forti che abbiamo mai vissuto alla scoperta della spiritualità francescana risale a quando svolgemmo il servizio di volontariato alla porziuncola. Tutto tutto nacque così: io ed un mio amico a bordo di una Panda non molto comoda partimmo per Assisi fervidi nell'animo per il pensiero francescano vissuto nella nostra parrocchia e per l'amore dei luoghi dove Francesco e Chiara erano vissuti. Arrivammo ad Assisi di sera inoltrata verso mezzanotte accompagnati da una grande pioggia e ad accoglierci dopo aver bussato al portone di Santa Maria degli Angeli  furono i frati che senza esitazione ci ospitarono nel loro convento. Mi sentii subito abbracciato dal serafico padre Francesco e sperimentai la divina provvidenza, amore incondizionato. Da allora rimasi a Santa Maria degli Angeli per un mese nelle vesti di volontario alla Porziuncola. Fu un servizio che mi appago' molto perché non mi limitavo a svolgere un servizio d'ordine ma ero dedito alla preghiera con i frati sin dalle prime ore del mattino, all'accoglienza dei pellegrini  nella basilica fornendo loro cenni   storici legati a Francesco e Chiara. Coinvolsi    successivamente la mia fidanzata a rivivere insieme questa esperienza abbondante di serenità e Grazia, un'esperienza che custodiamo ancor oggi nel nostro cuore gelosamente e che ha contrassegnato il proseguo della nostra vita insegnandoci a mettere Dio al centro di tutto e all'accoglienza del prossimo. Lì il Signore ci illumino e ci incoraggiò e tornati nella nostra città organizzammo il nostro matrimonio che il Signore benedisse con la nascita di due splendide bambine. Dopo qualche anno arrivò nella nostra vita una dura malattia, croce che abbracciammo tenendo ben fermo nella nostra mente il pensiero che la croce è una croce gloriosa  e che porta alla risurrezione. Così a giugno di quest'anno in occasione della peregrinatio dopo 800 anni del crocifisso di San Damiano a San Damiano, siamo tornati ad Assisi in ginocchio davanti a quel crocifisso che ispirò tutto e che ci guardava con occhi grandi e pieni di amore e di misericordia. Essere tornati ad Assisi questa volta sposati e con le nostre figlie ci ha  rinsaldati nella fede, resi gioiosi e commossi nel vedere le nostre bambine pregare lodare cantare a Dio e parlare familiarmente di Francesco e Chiara. 

Racconto n.19 di Sabatino da Afragola (NA) (RaccontAssisi)



È un comunissimo pomeriggio d'estate, quello in cui decido di trascorrere qualche giorno ad Assisi, per riposarmi e soprattutto rigenerarmi lo spirito dopo mesi e mesi di lavoro senza sosta e stress delle grandi metropoli. Preparo in fretta il tutto scegliendo di portare con me il giusto necessario, pochi indumenti, un libro e tanta voglia di andare, prenoto il mio viaggio in treno, perché adoro guardare dal finestrino il paesaggio che svanisce quando stridono i binari di una corsa contro il tempo.

- Ore 13, dopo 4 ore di viaggio, e aver cambiato due treni, giungo finalmente a Santa Maria degli Angeli, non è la prima volta per me, ci sono stato già in diverse occasioni, quella che però é unica ogni volta è l'emozione che mi prende, che mi riempie e mi dá quella sensazione di essere arrivato "a casa".

Arrivo in albergo, saluto con calma e mi accingo a raggiungere la camera affidatami, non disfo ancora le valigie e mi appoggio sul letto cadendo dopo poco in uno stato leggero di sonno dal quale poi sono svegliato da magnifici canti che sento giungere da poco lontano, mi affaccio alla finestra (che dà proprio sulla basilica) e capisco che quei canti meravigliosi giungono proprio da lì.

- ore 16 arrivo quindi in basilica, dove il tempo sembra essersi fermato e il posto in cui anche lo spirito si alleggerisce da tanta pesantezza, è noto con grande stupore che quello che pensavo fosse una festa accompagnata da canti tanto carini, non era altro che un funerale di uno dei frati che di certo ha contribuito a rendere questa magnificenza ancora grande e presente ai nostri giorni. Sono davvero sorpreso e mi colpisce notare come alla fine della cerimonia, dopo il saluto finale, tutti accompagnano la salma in una fila perfetta e con un amore quasi tangibile. Mi trattengo ancora qualche minuto quando tutti sono ormai andati via, è noto quasi con timore che la luce presente nella cappella della natività si interrompe ad intermittenza, mi avvicino di più approfittando di un vecchietto arrivato anch'egli nelle vicinanze, e gli chiedo cosa pensi di quella strana cosa, ma lui mi risponde che non ha notato la luce interrompersi...

- ore 20 sono pronto per la cena, quando si viaggia da soli si ha il vantaggio di essere totalmente liberi, di fare quello che si vuole, così mi siedo e inizio a cenare. La cucina umbra credo che sia tra le migliori che io abbia mai assaggiato, in parte simile a quella campana, ogni piatto sembra quasi un opera d'arte, ed anche io, che non sono poi una buona forchetta, faccio quasi fatica a resistere.

- ore 23 finalmente a letto, assonnato ma pieno di gioia, penso al l'unicità di questi luoghi, alla bellezza della gente che li visita, a quanto la vita sia magnifica se la si spoglia da ciò che involontariamente le si attribuisce.

- ore 04 mi sveglio quasi sopraffatto da un rumore, ancora intontito dal sonno, credo che qualcuno nelle camere accanto stia facendo baldoria, mi ricopro col lenzuolo e mentre cerchi riaddormentarmi, mi sembra quasi udire una voce che sussurra di lasciarmi stare; ricordo di aver guardato verso la finestra e di aver visto qualcosa di bianco, quasi fosse un velo, che si muoveva, poi mi sono addormentato.

- ore 9 mi sveglio senza ricordare quasi nulla, se non fosse per quei libri riposti sulla libreria fino alla sera prima e ora rivelati sul pavimento, e alla sedia spostata da come l'avevo lasciata la sera prima, mi viene in mente quindi l'accaduto della notte e inizio a darmi spiegazioni non molto chiare...

- ore 11 sono finalmente ad Assisi, dopo aver fatto l'intero percorso a piedi e aver meditato tra gli ulivi e la tanta natura di questo splendido scenario; preghiera sulle spoglie di San Francesco e torno verso l'albergo.

- ore 14 sono in stazione, pronto a ripartire, con un bagaglio che pesa quasi il doppio, e non solo per i souvenir comprati e che mi sono regalato, ma per questa nuova esperienza, che mi ha ricaricato e impressionato allo stesso tempo, dove qualcosa di particolare è davvero accaduto...